à:reale

non è soltanto un nome, ma una costellazione di segni.

È un’indagine sulla distanza e sulla persistenza della parola nei luoghi marginali.

Areale

Definisce lo spazio vitale, la zona di diffusione entro cui una determinata specie fiorisce, si propaga e resiste.

Delimita la traccia invisibile lasciata da una voce, l’habitat naturale in cui la parola continua a respirare.

a-/A-

Alla radice una negazione. L’a-reale diventa la dimensione dell'altrove.

È il luogo dell’immaginario che si sovrappone alla geografia fisica.

È lo spazio in cui ciò che non si vede è l'unica cosa che permane.

a

È il riconoscimento del minore.
Rappresenta la piccolezza che non cerca il monumentale.

È lo sguardo che si abbassa per raccogliere il dettaglio dimenticato.

à/À

L'accento dà gravità, imprime peso e restituisce rilevanza a ciò che per sua natura sarebbe destinato a restare invisibile.

Accentuare il minore è un atto di giustizia poetica.

A

Il cammino si arresta e lo sguardo si solleva.
La maiuscola rappresenta la messa a fuoco su una singola coordinata del viaggio, l'istante in cui un frammento si isola per farsi mondo.

:

I due punti sospendono il respiro.

Sono l'emblema di una proporzione, la soglia che separa la mappa dal territorio, il concetto dalla sua manifestazione.

Aprono lo spazio a una conseguenza, a un'argomentazione non ancora pronunciata.

à:reale / À:reale

nasce dai suoi simboli e vive in un perpetuo divenire:
un’infrastruttura sottile che si rigenera ad ogni sosta, espandendo il proprio areale verso nuove geografie.

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